mercoledì 25 novembre 2020

Il reato di diffamazione va abolito: è il preambolo della censura


È di queste ore la notizia della sentenza di condanna per diffamazione rimediata da Paolo Mocavero, volto storico di Centopercentoanimalisti, dopo che l'attivista era stato querelato dall'ex calciatore Roberto Baggio. Al di là del fatto che la condanna appare incomprensibile perché le frasi di Mocavero non hanno in alcun modo travalicato la sfera penale. Ma al di là della questione giuridica la cosa scandalosa è che nel 2020 esista ancora il reato di diffamazione e soprattutto è ancor più scandaloso che qualcuno possa citare in sede civile chicchessia per diffamazione. Bisogna una volta per tutte rompere il giocattolo del reato di diffamazione (o delle azioni civili ad essa collegate), una delle armi più misere e meschine al contempo con cui il potere tiene a bada il dissenso. Alle idee e alle opinioni non può essere posto alcun limite, mai. Il resto è fuffa o dittatura.

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