(m.m.) Durante le mie scorribande da cronista in giro per il Veneto, parlo soprattutto degli ultimi sei-sette anni ho potuto notare una cosa. Quando c'erano dei problemi di natura ambientale gli attivisti della base del M5S erano frequentemente in prima linea. Uno di casi che in regione ha fatto parecchio clamore è quello dei cosiddetti gessi da depurazione. Caso che ha visto la base del M5S mobilitarsi per chiedere alla stessa Regione e alla provincia di Verona lumi e precisazioni rispetto ai preoccupanti ritrovamenti tra le province di Verona e Rovigo di cui sui media era stata data ampia diffusione. Adesso quel mondo come ha accolto la recente decisione del governo, in cui il M5S, ha un peso preponderante, di aumentare di venti volte «il tetto per gli idrocarburi C10-C40 nei fanghi di depurazione da spandere» sui terreni agricoli? Il caso è stato sollevato dai Verdi. E nell'ala ecologista del M5S, anche nel Veronese, comincia a materializzarsi un imbarazzo che da quanto filtra dalla base sarà difficile mantenere sotto sordina. Anche perché questa scelta impetterà pesantemente sull'ecosistema del Lombardo-veneto. Chi andrà a spiegare questa novità a chi delle battaglie ambientali aveva fatto un credo ottenendo pure la fiducia degli elettori?
Supporto01 è una piccola piattaforma di supporto anche per il mio blog principale (https://marcomilioni.blogspot.com) sul quale trovate ogni informazione di contatto...
domenica 14 ottobre 2018
sabato 13 ottobre 2018
Check up Pedemontana, Covepa Vs Toninelli: vi siete rimangiati la parola
(m.m.) Il Covepa, il Coordinamento veneto pedemontana alternativa si scaglia contro la recente decisione del governo di Roma di non inserire la Spv nel gruppo di quelle grandi opere che non saranno assoggettate alla valutazione costi benefici. É questo il senso della lunga video-intervista rilasciata ieri a chi scrive da Massimo Follesa, portavoce dello stesso Covepa. La scelta operata da palazzo Chigi sarebbe stata messa nero su bianco sul documento di programmazione economica e finanziaria, il Def.
La novità sta scatenando polemiche a non finire nella galassia ambientalista veneta. Follesa definisce la decisione del ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli del M5S, cui viene attribuita la responsabilità politica di escludere la Pedemontana dalla valutazione costi benefici, una calata di brache nei confronti del diktat politico della Lega. E nel contempo fa un paio di rivelazioni. Spiega di avere formalmente presentato una istanza al Ministro dell'ambiente Sergio Costa (in quota ai Cinque stelle anche se non appartenente al movimento fondato da Beppe Grillo) affinché sia valutata l'ipotesi di rescindere il contratto in essere tra concessionario della Spv, la Sis e il concedente pubblico, la Regione Veneto, in danno alla prima. Poi sempre Follesa spiega di avere informato anche l'autorità giudiziaria di alcune condotte dubbie proprio in tema di Pedemontana, lamentando il fatto che di quelle denunce indirizzate alla autorità giudiziaria di Venezia «non si è saputo più nulla».
Un j'accuse durissimo verso la magistratura per il quale si chiede l'intervento del ministro di grazia e giustizia Alfonso Bonafede, pure lui del M5S, affinché attivi una ispezione ministeriale ad hoc. Tuttavia alla fine del suo intervento il portavoce del Covepa muove un'accusa al M5S, il quale alle ultime politiche ha fatto il pieno di voci nel mondo ambientalista. L'ultima apertura alla Pedemontana Veneta, dopo che in campagna elettorale tutto il M5S si era detto contro a partire dal leader Luigi di Maio, potrebbe costituire l'inizio del declino di un movimento che nato per riformare profondamente il Paese rischia di tramutarsi in uno strumento «di gestione del potere».
Chiaramente saranno i mesi a venire a dire una parola definitiva in merito mentre nel frattempo si moltiplicano le incognite sul futuro dell'opera in quanto tale. Da giorni per esempio da ambienti vicini al mondo delle maestranze che operano sui cantieri, specie quello della galleria di Malo, filtrano una serie di indiscrezioni relative ad un utilizzo poco ortodosso di alcuni materiali da costruzione a partire dal calcestruzzo. Si parla di per l'appunto di calcestruzzo non affine a quello previsto dal capitolato. Per questo ambito però dovrebbe esprimersi la direzione dei lavori. L'opera infatti è realizzata col meccanismo del project financing e la direzione dei lavori non è solo una emanazione del concessionario, quindi della parte privata, ma in ragione degli obblighi conferiti dalla legge al concessionario medesimo, il direttore dei lavori ricopre per certi aspetti pure la veste di pubblico di ufficiale.
Chiaramente saranno i mesi a venire a dire una parola definitiva in merito mentre nel frattempo si moltiplicano le incognite sul futuro dell'opera in quanto tale. Da giorni per esempio da ambienti vicini al mondo delle maestranze che operano sui cantieri, specie quello della galleria di Malo, filtrano una serie di indiscrezioni relative ad un utilizzo poco ortodosso di alcuni materiali da costruzione a partire dal calcestruzzo. Si parla di per l'appunto di calcestruzzo non affine a quello previsto dal capitolato. Per questo ambito però dovrebbe esprimersi la direzione dei lavori. L'opera infatti è realizzata col meccanismo del project financing e la direzione dei lavori non è solo una emanazione del concessionario, quindi della parte privata, ma in ragione degli obblighi conferiti dalla legge al concessionario medesimo, il direttore dei lavori ricopre per certi aspetti pure la veste di pubblico di ufficiale.
venerdì 5 ottobre 2018
Sit Aim e Lese, un caso a Tre
Oggi Vicenzatoday.it pubblica un lungo approfondimento sulla vicenda della discarica di Legnago che è posseduta al 51% da Lese che poi è in mano allo stesso comune di Legnago. Il servizio però mette al centro dei riflettori anche la travagliata storia dell'altro socio di Lese, ossia Sit la quale è proprietaria del 49% della società. Sit a sua volta è interamente riconducibile ad Aim, la municipalizzata di Vicenza. L'approfondimento per di più fornisce un affresco pieno di incognite proprio in relazione ai trascorsi di coloro che, direttamente o indirettamente, negli anni hanno orbitato attorno alla galassia Sit, una società che prima di finire sotto l'ala pubblica era in mani private. Tra i nomi presenti nel servizio pubblicato oggi, sia che si parli di persone fisiche che giuridiche, ci sono Ecostab, ci sono quello Samuel Giovanni Piazza, Ecostab, Stabila, Trasporti ecologici e altri nomi che sui primi anni duemila hanno riempito le cronache dei quotidiani veneti. Fra l'altro in queste ore a Legnago e dintorni si moltiplicano le indiscrezioni secondo cui il gruppo Aim-Sit sarebbe pronto ad acquistare dal Comune di Legnago proprio la discarica della Lese: il che potrebbe far lievitare le polemiche attorno allo stato di salute della discarica.
LEGGI IL SERVIZIO DI VICENZATODAY.IT IN FORMATO PDF
sabato 1 settembre 2018
Caso Pfas, la Regione doveva intervenire già dal 2005
(m.m.) Ieri Vicenzatoday.it ha pubblicato una lunga inchiesta sul caso Pfas. Per la prima volta emergono chiaramente le inerzie della Regione durante l'era Galan-Zaia. Inerzie che hanno avuto effetti deleteri anche in considerazione del fatto che la contaminazione si sarebbe potuta arginare molto prima. Sotto i riflettori quindi non c'è solo la Miteni, ma pure la macchina regionale con funzionari e dirigenti anche delle agenzie collegate. Si tratta di un roveto omertoso per il quale il Veneto pagherà a lungo.
LEGGI L'INCHIESTA DI MARCO MILIONI
giovedì 30 agosto 2018
Il Caso Bachri si ingarbuglia ancora

(m.m.) Il caso Bachri, deflagrato a fine agosto, diventa ogni giorno più ingarbugliato. Stamani il Giornale di Vicenza sostiene una tesi: la reclusione sarebbe da addebitare ad un tentativo di attentato nel quale il giovane sarebbe stato coinvolto. Il capo d'accusa sarebbe stato comunicato al legale del ragazzo trissininese Karim Bachri, detenuto nel Paese dei cedri... Poche ore dopo, intervistata da Vicenzatoday.it, la madre dà un'altra, distantissima, versione dei fatti rispetto ai quali sottolinea di non conoscere alcunché dei particolari forniti dal quotidiano berico. Di più sempre su Vicenzatoday.it si legge che a smentire la ricostruzione del GdV sarebbe pure l'avvocato libanese che sta seguendo il caso, ovvero Tony Chidiac. Tuttavia c'è un quesito che rimane sospeso a mezz'aria. È possibile che il giovane, consapevolmente o meno, volente o nolente, abbia fatto da antenna di qualcuno che avesse interesse a tenere sott'occhio qualche installazione libanese vicina a Hezbollah? Ed è possibile che la filiera di quel qualcuno sia riconducibile a pezzi della intelligence americana, saudita o israeliana vista la storica diffidenza di questi ambienti verso lo stesso Hezbollah?
mercoledì 29 agosto 2018
Crollo di Genova, le ipotesi della contro-informazione in lingua tedesca
(m.m.) Due portali di contro-informazione in lingua tedesca hanno preso in considerazione l’ipotesi che il crollo del ponte Morandi a Genova possa in qualche modo essere stato causato da una esplosione pianificata. Si tratta di Alles Schall und Rauch e di Kla.tv. Si tratta di due portali che spesso hanno suscitato parecchie controversie, ma che hanno fatto del linguaggio molto diretto e incalzante la loro firma.
Alles Schall un Rauch ha trattato l’argomento il 15 agosto e poi due giorni appresso. Per chi è interessato è possibile consultare anche il formato pdf dell’approfondimento di ferragosto e di quello del giorno 17. Il giorno 18 invece è il turno di Kla.tv che sul tema realizza un video-approfondimento corredato da un testo scritto. Kla.tv però va oltre e nella sua analisi scrive: «Secondo l'articolo riportato da Alles Schall und Rauch solo un'esplosione avrebbe potuto far crollare il pilone, dato che era ancora in piedi nel momento in cui la strada era già crollata e gli stralli si erano già strappati via. L'esplosione chiarirebbe anche entrambi i lampi di luce. I lavori di riparazione avvenuti secondo dei testimoni, sarebbero stati usati come come camuffamento per piazzare l'esplosivo».
Appresso un’altra considerazione: «Che si tratti realmente di un'esplosione pianificata, non lo si può dire al momento. Di fatto in passato ci sono stati eventi emotivi simili, allo scopo di dare un segnale d'avvertenza al governo in carica. Così per esempio la bomba fatta esplodere alla stazione centrale di Bologna il 2 agosto 1980, che costò la vita a 85 persone e causò 200 feriti. La colpa fu addossata alle brigate rosse, estremisti di sinistra. Tuttavia lo storico svizzero Daniele Ganser ha dimostrato che l'attentato sarebbe stato compiuto da agenti del servizio segreto Sismi, così come dalla loggia segreta Propaganda Due detta P2».
Al momento non è facile capire quali siano le ragioni di questa uscita. Va considerato peraltro che nonostante le svariate teorie circolate a più riprese, quanto meno stando alla sentenza definitiva, venne appurato che la stessa strage materialmente avvenne piuttosto per mano di terroristi legati alla galassia neofascista. Come va considerato, d’altro canto, che da anni i familiari delle vittime chiedono incessantemente sia fatta chiarezza sui mandanti ultimi dell’attentato. Sta di fatto comunque che questa tesi sul disastro di Genova fino ad oggi non è sbarcata sulla stampa italiana. Ad ogni buon conto nel sottobosco della politica romana qualche cosa sarebbe filtrato. E le ipotesi circolate sono le più disparate.
martedì 28 agosto 2018
Autostrade, Il Fatto infilza Zaia
(m.m.) Oggi Il Fatto quotidiano di oggi in prima pagina e poi in pagina 7, 8 e 9 affronta con molta dovizia di dettaglio alcuni temi della attualità politica italiana. Il focus principale è sul caso delle concessioni autostradali. Il quotidiano romano tra le altre prende di mira la agognata holding del Nordest tanto cara alla classe dirigente lombarda e a quella veneta (nonché ai signori delle autostrade e a Comunione e liberazione), a partire dal governatore leghista Luca Zaia (il tema l'ho affrontato alcuni giorni fa su Alganews.it). Il Fatto in edicola oggi intervista anche lo storico Luciano Canfora, il quale scandaglia i rapporti politici in essere tra M5S e Lega, le due formazioni oggi al governo.
LEGGI GLI APPROFONDIMENTI DE L FATTO
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