martedì 3 marzo 2020

Coronavirus, in quarantena una squadra di hockey di serie A

(m.m.) Un giocatore della squadra dell'Hockey Trissino (formazione che milita nella serie A della disciplina su pista) è stato contagiato dal coronavirus. Lo riferisce il quotidiano Vicenzatoday.it con un servizio pubblicato oggi in serata. La testata riferisce che per ragioni di precauzione tutta la squadra è stata posta in quarantena. Sempre in serata la testata romana Sportface.it riferiva che il tesserato che è ricoverato al San bortolo di Vicenza è il difensore Stefano Dal Santo, che peraltro è originario di Breganze, sempre nel Vicentino, dove risiede.

lunedì 2 marzo 2020

Il coronavirus e il documento del think tank americano del 2000

(m.m.) Nel 2000 la fondazione neocon statunitense «Project for the New American Century», vicina a personaggi del calibro di George W. Bush, Dick Cheney, Donald Rumsfeld, pubblicava «Rebuilding America's defenses». A pagina 60 di quel documento c'era un passaggio che testualmente recitava: «... advanced forms of biological warfare that can target specific genotypes may transform biological warfare from the realm of terror to a politically useful tool». Alla grossa si potrebbe tradurre così: «... forme avanzate di guerra biologica che possano avere quale obiettivo specifici genotipi potrebbero trasformare la guerra biologica da dominio del terrore in un utile strumento politico». Quello che sta succedendo da mesi con il coronavirus è, poco o tanto, noto.  Se ci sia un nesso tra quanto vent'anni fa recitava quel documento, che io ebbi modo di leggere quando da giornalista de Il Gazzettino mi occupai delle polemiche sorte attorno alla costruzione di una nuova base Usa a Vicenza proprio nella prima decade degli anni duemila, io non lo so...

sabato 29 febbraio 2020

Il caso Zaia-Mantoan su La7

(m.m.) Da giorni stanno facendo discutere le esternazioni del governatore veneto, il leghista Luca Zaia e quelle del direttore della sanità veneta Domenico Mantoan rese a La7 durante la trasmissione «Piazza pulita» andata in onda a metà settimana. La vicenda è quella, arcinota peraltro, dei tamponi per la ricerca del Covid-19 che la clinica universitaria dell'Ospedale di Padova avrebbe voluto effettuare ad un gruppo di volontari della comunità cinese di Padova. Una iniziativa lodata da molti ma che ha trovato la contrarietà del vicentino Mantoan.

GUARDA IL FRAMMENTO ESTRATTO DA «PIAZZA PULITA» SU LA7

venerdì 28 febbraio 2020

Coronavirus, tra veneti e vebeti



(m.m.) Oggi nel primo pomeriggio mi trovavo a metà strada tra Chiampo ed Arzignano quando un vecchio conoscente mi ha etichettato in mondo non molto simpatico adducendo il fatto che la psicosi da Coronavirus che sta imperversando in Italia sia colpa dei giornalisti. Prima di dirgli che la colpa è stata della politica e delle istituzioni, che prima hanno minimizzato e poi hanno chiuso mezzo Paese, l'ho preso per il bavero della giacca e l'ho scaraventato per terra. È vero che alcuni giornali ci hanno sguazzato pisciando fuori dal vaso, ma quando è l'Oms per primo a parlare «di minaccia mondiale molto alta», allora una si incazza perché quali sarebbero le varie fonti cui attinge la stampa? Io personalmente non mi sono ancora fatto un'idea sulla intera vicenda (comprese le inevitabili strumentalizzazioni con finalità geo-strategiche), ma il prossimo che sento che se la prende coi giornalisti (la mia dovrebbe essere messa alla gogna per mille altri motivi) gli sgrano la chiostra dentaria, così avrà un buon motivo per fare visita ad uno dei nostri ospedali. Ma i miei concittadini sono veneti o vebeti? Aggiungo un tassello, il professore Massimo Galli recentemente alla Rai ha dichiarato che il virus circolava già prima dei casi conclamati. Non dico altro... Il tutto mentre il governatore veneto (il leghista Luca Zaia) parla ad Antenna Tre di topi vivi di cui si ingozzano i cinesi andiamo bene... Siamo al ritorno dei topi viventi.

domenica 23 febbraio 2020

Coronavirus troppe incognite all'orizzonte

Oggi Vicenzatoday.it ha pubblicato un servizio che ha suscitato molto scalpore in Valle dell'Agno. La chiusura della «Chiamata di marzo» per motivi di precauzione sanitaria ossia per contrastare l'avanzata del Coronavirus ha lasciato il segno rispetto ad una kermesse folkroristica a cadenza biennale molto sentita sul territorio. Ad ogni modo in queste ore si sono avvertire le eco anche della polemica politica, soprattutto a palazzo Balbi. Il fatto che il direttore generale della sanità Domenico Mantoan abbia negato de facto alla clinica universitaria dell'Ospedale di Padova di effettuare una serie di test su pazienti asintomatici ha scatenato una serie di polemiche a non finire. Ma rischia di avere uno strascico molto lungo soprattutto perché da giorni circolano voci insistenti sulla inadeguatezza circa uomini e mezzi in seno alla sanità veneta (il che riguarderebbe buona parte del Paese a partire dalla Lombardia) proprio nel procedere con i controlli di massa che sarebbero cruciali per arginare il contagio. E che la situazione sia grave lo dimostra anche un altro fatto. Non più tardi del 31 gennaio 2020 il Consiglio dei ministri (lo riporta la Gazzetta ufficiale anno 161 numero 26 del primo febbraio 2020 in pagina 7) ha dichiarato lo stato «di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili». La questione di fondo è presto detta. Se la situazione è così grave tanto da indurre il governo a dichiarare lo stato di emergenza i provvedimenti assunti dallo stesso governo e dalle regioni che sono informate dell'iniziativa assunta a fine gennaio, sono adeguati? Basterà la chiusura di qualche evento o di qualche assembramento o sono necessari provvedimenti molto più draconiani a partire dal blocco delle attività economiche non essenziali come sta avvenendo in Cina? Perché governo e regioni hanno scelto una linea molto più blanda rispetto alle autorità cinesi? Perché le imprese italiane, come hanno fatto molte imprese cinesi non hanno proceduto con chiusure autonome cautelative? È possibile affermare che l'Italia e le autorità italiane si stanno comportando in modo troppo attendista su pressione delle lobby industriali che non ne vogliono sapere di chiudere? Quanto salato sarà il conto di questo attendismo molto interessato da parte di settori rilevanti del mondo produttivo? Perché palazzo Chigi non è intervenuto con misure più drastiche? Rimane sullo sfondo poi la questione legata alla criminalità organizzata. Le difficoltà economiche generate dalla emergenza Covd-19 daranno alle mafie, che hanno bisogno di riciclare miliardi, la possibilità di incistarsi ancor più nel tessuto economico del Paese, soprattutto (ma non solo) in quei casi, in cui le società che riciclano hanno rapporti diretti con le pubbliche amministrazioni. Da mesi si parla di un faro particolare che le autorità avrebbero acceso su alcune società informatiche (una nello specifico della Calabria centrale) le quali, anche nel Nordest gestirebbero direttamente o indirettamente, tra le tante, gli albi pretori di parecchi comuni. Con quali conseguenze per la sicurezza della pubblica amministrazione è facile intuirlo.

sabato 15 febbraio 2020

Pedemontana veneta, la combine sottobanco tra Pd e Lega



(m.m.) La Lega non disdegna gli accordi sotto banco con l'odiato partito di Bibbiano quando di mezzo ci sono i lucrosi affari legati alle infrastrutture. La combine politica raggiunta nel silenzio più assoluta sotto i tavoli della Regione Veneto però adesso è saltata fuori. Come si discolperà il governatore Luca Zaia? Che cosa dirà il vertice del Pd a palazzo Ferro Fini? Per carità si sapeva... Ma dopo l'ennesimo inciucio, in questo caso ne parla Vicenzatoday.it, gli italiani continuano a pensare che i politici abbiano ancora qualche spazio di manovra o si sono accorti che sono lo scendiletto in vero finto cachemire di chi ha in mano le vere leve del potere?

LEGGI L'APPROFONDIMENTO DI VICENZATODAY.IT

venerdì 31 gennaio 2020

A Sovizzo un incontro dedicato alla Spv


(m.m.) Ieri a Sovizzo nella sala civica della Filanda Massimo Follesa, portavoce del Covepa, un coordinamento ecologista che da anni si batte contro la Superstrada pedemontana veneta o Spv, ha fatto un lungo excursus dedicato alle criticità dell'opera. La serata (in foto una parte della platea) è stata organizzata dalla associazione civica l'Arca con il supporto del comitato civico Ascoltiamo. I temi trattati sono stati molti, tra questi quello della impasse in cui si è venuto a trovare il cantiere rispetto al tunnel Alto Vicentino e valle dell'Agno. Si è parlato perà anche di un altro argomento «rovente». Quello del nodo del casello di Alte Ceccato. L'interconnessione tra Spv, Tav e autostrada A4 (le prime due sono ancora sulla carta) sta facendo perdere il sonno alla Regione Veneto, soprattutto per le incognite sulla Spv. E tant'è che a margine dell'incontro il portavoce si è lasciato andare ad alcune battute molto critiche verso palazzo Balbi. «Visto il cui de sac nel quale si è ficcata la Pedemontana con la vicenda del tunnel Castelgomberto Cornedo Malo, visto che la viabilità complementare che lungo tutto il tracciato dal Vicentino al Trevigiano è parte del progetto non è nemmeno stata finanziata se non per pochi tratti, dovremo stare con le antenne rizzate. Soprattutto nessuno si azzardi a usare la scusa del traffico generato dalla Spv, che sarà completamente aperta dio solo sa quando, come giustificazione per il caos creato in questi anni dalla variante alla viabilità interna di Alte che ha solo spostato il traffico un po' più lontano dall'incrocio tra la SS11 e la 248 quello noto come la rotatoria del cavallo: perché basta uno sguardo a quella bretella, che venne inaugurata in pompa magna con tanto di politici in ghingheri, per accorgersi che negli orari di punta è intasata come non mai. La vera rogna - rimarca Follesa - è che gli eventuali lavori del casello si sommeranno sicuramente al caos già esistente obbligando nuovamente le auto, solo il cielo sa per per quanti anni ancora, a ricominciare a circolare ad Alte: bel guadagno. A Roma questo modo di procedere senza ottenere alcun risultato, anzi rimettendoci, viene descritto con una espressione molto salace: ovvero il guadagno di Maria Cazzetti». Peraltro durante il suo intervento Follesa è stato ascoltato molto attentamente da diversi attivisti della galassia indipendentista dell'Ovest vicentino giunti per conoscere «con più dovizia di dettaglio le traversie di un'opera» che stando al Covepa oltre che «ad essere inutile e a essere costata un sproposito in termini ambientali e economici, oggi arranca pure visibilmente».