domenica 22 marzo 2020

Untori confindustriali


(m.m.) In queste ore il quotidiano Repubblica.it racconta di una levata di scudi di Confindustria che vuole infarcire di eccezioni il decreto del governo che impone lo stop della gran parte delle fabbriche. Mentre il Paese tira la cinghia, mentre i gestori di bar e di altre attività simili chiudono senza fiatare, mentre moltissime imprese in modo responsabile bloccano la produzione senza batter ciglio per cercare di contenere la diffusione del contagio, dal cilindro italiano salta fuori la solita conigliata di furbetti che chiedono eccezioni, distinguo, occhi di riguardo (basti pensare alle richieste delle concerie nel Vicentino... il pellame per borsette e scarpe alla moda è notoriamente una produzione strategica come il cibo). Questi furbetti sono i nuovi untori. Quando l'emergenza sarà passata una cittadinanza degna di questo nome dovrà ricordarsi uno per uno i nomi di questi signori e dei politici che li hanno sorretti. Quando avremo il tempo di piangere il sacrificio dei medici, degli infermieri, del personale sanitario, delle forze dell'ordine, dei lavoratori dei settori chiave che hanno perso la loro battaglia con un nemico invisibile, allora sarà giunto il momento di rendere la pariglia al nemico visibile: quello che ha anteposto il suo al bene della collettività, quello che si è mostrato così ingordo da avere reso indissolubile il binomio prendere e intraprendere. Queste persone vanno squalificate dall'esistenza civile, un popolo che si definisce tale non ha bisogno di queste protuberanze ingorde. Gli untori vanno trattati per ciò che sono...

sabato 21 marzo 2020

I giovani yankee di Vicenza e il party abusivo

(m.m.) Mentre gli italiani cercano di contenere le loro attività per limitare la diffusione del contagio accade che a Vicenza un gruppo di ragazzi organizza, violando la disciplina sugli assembramenti, un pigiama party in un appartamento: alcool e musica a tutto volume sono gli ingredienti che hanno fatto scattare un blitz da parte della polizia municipale. Il fatto (lo racconta Vicenzatoday.it) è accaduto a Vicenza in via Battaglione Monte Berico. Ad animare la festa è stato un gruppo di giovani cittadini statunitensi. Quello che colpisce in un caso del genere è che la giunta comunale della città del Palladio si è ben guardata dal puntare l'indice contro la comunità Usa che è molto presente per via degli insediamenti americani delle basi Ederle e Del Din. Eppure i predicozzi delle autorità sui comportamenti che i bravi cittadini italiani devono seguire ai tempi del Covid-19 non mancano mai, tuttavia quando si tratta di strigliare gli americani, la bonomia vince su tutto...

mercoledì 4 marzo 2020

Saluti e auguri di pronta guarigione per il giocatore dell'Hockey Trissino

(m.m.) Auguri di pronta guarigione, pacche sulle spalle virtuali, in bocca al lupo e molto altro ancora: bastava fare due passi stamani per Trissino dove la locale squadra di hockey su pista che milita in serie A1 è stata posta in quarantena dopo che il difensore Stefano Dal Santo sarebbe stato trovato positivo al test del coronavirus. E proprio nei confronti di Dal Santo, che per vero risiede a Breganze e che è ricoverato all'Ospedale San Bortolo di Vicenza, stamani i trissinesi hanno fatto sentire il loro calore: per strada, nei bar in piazza, il pensiero era al difensore, da quanto trapelato dal San Bortolo, appare in condizioni buone ed è in netto miglioramento.

martedì 3 marzo 2020

Coronavirus, in quarantena una squadra di hockey di serie A

(m.m.) Un giocatore della squadra dell'Hockey Trissino (formazione che milita nella serie A della disciplina su pista) è stato contagiato dal coronavirus. Lo riferisce il quotidiano Vicenzatoday.it con un servizio pubblicato oggi in serata. La testata riferisce che per ragioni di precauzione tutta la squadra è stata posta in quarantena. Sempre in serata la testata romana Sportface.it riferiva che il tesserato che è ricoverato al San bortolo di Vicenza è il difensore Stefano Dal Santo, che peraltro è originario di Breganze, sempre nel Vicentino, dove risiede.

lunedì 2 marzo 2020

Il coronavirus e il documento del think tank americano del 2000

(m.m.) Nel 2000 la fondazione neocon statunitense «Project for the New American Century», vicina a personaggi del calibro di George W. Bush, Dick Cheney, Donald Rumsfeld, pubblicava «Rebuilding America's defenses». A pagina 60 di quel documento c'era un passaggio che testualmente recitava: «... advanced forms of biological warfare that can target specific genotypes may transform biological warfare from the realm of terror to a politically useful tool». Alla grossa si potrebbe tradurre così: «... forme avanzate di guerra biologica che possano avere quale obiettivo specifici genotipi potrebbero trasformare la guerra biologica da dominio del terrore in un utile strumento politico». Quello che sta succedendo da mesi con il coronavirus è, poco o tanto, noto.  Se ci sia un nesso tra quanto vent'anni fa recitava quel documento, che io ebbi modo di leggere quando da giornalista de Il Gazzettino mi occupai delle polemiche sorte attorno alla costruzione di una nuova base Usa a Vicenza proprio nella prima decade degli anni duemila, io non lo so...

sabato 29 febbraio 2020

Il caso Zaia-Mantoan su La7

(m.m.) Da giorni stanno facendo discutere le esternazioni del governatore veneto, il leghista Luca Zaia e quelle del direttore della sanità veneta Domenico Mantoan rese a La7 durante la trasmissione «Piazza pulita» andata in onda a metà settimana. La vicenda è quella, arcinota peraltro, dei tamponi per la ricerca del Covid-19 che la clinica universitaria dell'Ospedale di Padova avrebbe voluto effettuare ad un gruppo di volontari della comunità cinese di Padova. Una iniziativa lodata da molti ma che ha trovato la contrarietà del vicentino Mantoan.

GUARDA IL FRAMMENTO ESTRATTO DA «PIAZZA PULITA» SU LA7

venerdì 28 febbraio 2020

Coronavirus, tra veneti e vebeti



(m.m.) Oggi nel primo pomeriggio mi trovavo a metà strada tra Chiampo ed Arzignano quando un vecchio conoscente mi ha etichettato in mondo non molto simpatico adducendo il fatto che la psicosi da Coronavirus che sta imperversando in Italia sia colpa dei giornalisti. Prima di dirgli che la colpa è stata della politica e delle istituzioni, che prima hanno minimizzato e poi hanno chiuso mezzo Paese, l'ho preso per il bavero della giacca e l'ho scaraventato per terra. È vero che alcuni giornali ci hanno sguazzato pisciando fuori dal vaso, ma quando è l'Oms per primo a parlare «di minaccia mondiale molto alta», allora una si incazza perché quali sarebbero le varie fonti cui attinge la stampa? Io personalmente non mi sono ancora fatto un'idea sulla intera vicenda (comprese le inevitabili strumentalizzazioni con finalità geo-strategiche), ma il prossimo che sento che se la prende coi giornalisti (la mia dovrebbe essere messa alla gogna per mille altri motivi) gli sgrano la chiostra dentaria, così avrà un buon motivo per fare visita ad uno dei nostri ospedali. Ma i miei concittadini sono veneti o vebeti? Aggiungo un tassello, il professore Massimo Galli recentemente alla Rai ha dichiarato che il virus circolava già prima dei casi conclamati. Non dico altro... Il tutto mentre il governatore veneto (il leghista Luca Zaia) parla ad Antenna Tre di topi vivi di cui si ingozzano i cinesi andiamo bene... Siamo al ritorno dei topi viventi.