sabato 30 gennaio 2021

Dalle olimpiadi cortinesi al Covid-19 gli approfondimenti de Il Venerdì di Repubblica

Ieri il Venerdì di Repubblica è uscito in edicola con parecchi servizi interessanti: dalle trivellazioni sull'Adriatico ad alcuni approfondimenti sul Covid fino ad una inchiesta dedicata ai costi delle Olimpiadi invernali di Cortina Milano previste nel 2026. Questi sono solo alcuni highlight rispetto ad un numero che contiene diversi spunti meritevoli di attenzione.

venerdì 29 gennaio 2021

Tamponi rapidi, l'allarme dei servizi segreti italiani su Repubblica


(m.m.) Oggi la Repubblica in prima pagina ed in pagina 11 pubblica un approfondimento che mette in discussione la narrazione di palazzo Chigi (nel riquadro) nonché delle regioni italiana circa il reale stato della diffusione della epidemia da Covid-19. Secondo un rapporto dell'intelligence italiana giunto sulle scrivanie di palazzo Chigi e menzionato proprio dal quotidiano romano, i contagi sarebbero tra il 40 ed il 50% in più rispetto a quelli conteggiati sino ad oggi. Tra i fattori che avrebbero influito rispetto a questa sottovalutazione, che potrebbe essere il prodromo di un acutizzarsi del contagio stesso in maniera ancora maggiore, ci sarebbe l'uso massiccio dei cosiddetti tamponi rapidi, che da tempo sono un vanto del governatore leghista veneto Luca Zaia (ma non solo di Zaia peraltro) e che però trovano parecchi detrattori. Stamani su SkyTg24 il professore Andrea Crisanti, grande critico dei tamponi rapidi ha parlato dei dati trapelati su Repubblica, definendo più che ragionevoli le stime che sarebbero state elaborate dall'intelligence.


venerdì 11 dicembre 2020

Decessi ai tempi del Covid? Ad Arzignano l'aumento è del 30%



Oggi Vicenzatoday.it pubblica un servizio in cui si dà conto di tassi di mortalità record ai tempi del coronavirus nella città di Arzignano. Non si tratta di ricostruzioni peraltro perché l'annuncio arriva direttamente dalla giunta comunale lo studio peraltro è statistico e non epidemiologico peraltro. In passato si era detto a più riprese quanto grave fosse la situazione nell'Ovest vicentino. Per chi ha orecchie per intendere il messaggio lanciato dal sindaco alla Regione, all'Ulss, ai vertici delle case di cura e soprattutto alle associazioni datoriali (perché le imprese sono uno dei maggiori focolai anche se dire una cosa del genere per molti è antipatico) è eloquente benché non esplicitato. Ora bisognerà capire se i sindaci del comprensorio avranno la forza e la voglia rendere pubblici i prospetti statistici che le loro amministrazioni hanno elaborato: sempre che l'abbiano fatto. Come ebbi a scrivere più volte l'Ovest vicentino, se non si inverte la tendenza, rischia di essere la nuova Valseriana del Nordest: sempre che non lo sia già...

lunedì 7 dicembre 2020

Test rapido «falso negativo»: un anestesista padovano mette Zaia sulla graticola



Vincenzo Pietrantonio, un anestesista molto noto ai colleghi in forza all'Ospedale di Padova nonché al 118 della città del Santo, ieri sulla sua bacheca Facebook ha raccontato di un probabile falso negativo al test rapido per il Covid-19, un falso negativo poi rivelatosi positivo al virus. Nella storia di questi giorni, che sui social network sta spopolando, c'è però un dettaglio non da poco. Il falso negativo al test è risultato proprio il medico, il quale ha puntato l'indice sul governatore Luca Zaia (da tempo alfiere dei test rapidi). E la cronistoria messa nero su bianco da Pietrantonio parla da sola: «Giovedì 3 dicembre 2020 vengo sottoposto a tampone rapido antigenico, nell'ambito del sistema di screening reparti, esito: negativo. Venerdì 4 dicembre, a meno di 24 ore di distanza, vengo sottoposto a tampone molecolare nell’ambito di una diagnostica di routine per motivi personali. Domenica 6 dicembre ore 9:27 la Medicina Preventiva mi comunica l'esito positivo del tampone molecolare. La domanda sorge spontanea: a che serve lo screening di reparto fatto con il tampone rapido visto l'evidente falso negativo?».

Appresso c'è un quesito indirizzato al governatore veneto Luca Zaia: «Una seconda domanda è: presidente... Zaia su che base scientifica ha deciso di adottare i test rapidi per lo screening del personale sanitario? In particolare lo ritiene sufficiente anche per chi lavora in prima linea come me presso il servizio di urgenza ed emergenza medica Suem-118... e non solo...?».

E il j'accuse prosegue: «Ho utilizzato, come del resto tutti i colleghi, i dispositivi di protezione personale, i cosiddetti Dpi, anche, forse, eccedendo nel loro utilizzo, ma mi ritrovo positivo, non che questo sia una sua colpa presidente Zaia, ma potrebbe essere che io sia positivo dal penultimo test rapido fatto il 26 novembre risultato negativo». Poi si legge: «dal 26 novembre ho lavorato, seppure indossando i Dpi prescritti, e ho soccorso pazienti no-Covid, pazienti Covid, accertati dispnoici, ho fatto più di una constatazione di decesso su Covid accertati e Covid sospetti, ho interagito con colleghi  ed infermieri...  per non parlare dei familiari... entrambi grandi anziani... che vivono con me».

E la riflessione termina poco dopo: «Come ebbi a dire a marzo, quando i Dpi erano centellinati e non esisteva nessun percorso precostituito vista la completa assenza di un programmazione, sia nazionale che regionale in caso di pandemia, mi sento un vuoto a perdere...».

mercoledì 25 novembre 2020

Il reato di diffamazione va abolito: è il preambolo della censura


È di queste ore la notizia della sentenza di condanna per diffamazione rimediata da Paolo Mocavero, volto storico di Centopercentoanimalisti, dopo che l'attivista era stato querelato dall'ex calciatore Roberto Baggio. Al di là del fatto che la condanna appare incomprensibile perché le frasi di Mocavero non hanno in alcun modo travalicato la sfera penale. Ma al di là della questione giuridica la cosa scandalosa è che nel 2020 esista ancora il reato di diffamazione e soprattutto è ancor più scandaloso che qualcuno possa citare in sede civile chicchessia per diffamazione. Bisogna una volta per tutte rompere il giocattolo del reato di diffamazione (o delle azioni civili ad essa collegate), una delle armi più misere e meschine al contempo con cui il potere tiene a bada il dissenso. Alle idee e alle opinioni non può essere posto alcun limite, mai. Il resto è fuffa o dittatura.

domenica 22 novembre 2020

Le «liaisons incroyables» tra Zaia e il Ministero della salute

Oggi 22 novembre 2020 l'Espresso, da pagina 30 a pagina 40, pubblica una serie di approfondimenti assai interessanti in tema di sanità ai tempi del coronavirus. Alcuni dei temi trattati riguardano le «liaisons incroyables» tra il Ministero della salute, i vertici politici della Regione Veneto (in primis il governatore Luca Zaia), quelli della Regione Emilia. In una delle inchieste de l'Espresso si parla anche del vicentino Domenico Mantoan, già direttore generale della sanità veneta. Sempre una testata del gruppo Espresso (La Nuova Venezia) alcuni giorni fa ha parlato di un altro big della sanità veneta. Si tratta di Giorgio Palù, che ora siede sullo scanno più alto dell'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco.

sabato 21 novembre 2020

Caso Morra: quando la mala-fede abbonda



Non c'è nulla di scandaloso nelle frasi proferite da Nicola Morra sull'ex governatore della Calabria Jole Santelli. E male, anzi malissimo, ha fatto lo stesso Morra, ad abbozzare una sorta di scusa. Coloro che lo hanno criticato o sono in mala fede (magari perché intendono in qualche modo preservare il sistema sanitario calabrese dallo scandalo che tra massoneria deviata e 'ndrangheta che da sempre lo investe) o perché non capiscono una emerita fava. Il politico che non tiene nel dovuto conto il suo stato di salute, pur nella umana comprensione della cosa, deve essere criticato. Il che vale anche per chi lo sostiene. Viene da ridere poi leggendo le invocazioni alla pietas di certi detrattori del politically correct (giornalisti inclusi), molti dei quali a destra, che di solito si scagliano contro questo atteggiamento. Farebbero pena se, intellettualmente parlando, non fossero dei disonesti... Verrebbe da dire che i difensori della Calabria hanno toppato ancora.