venerdì 29 aprile 2011

Brainstorming supercazzoling: business oriented communications

Dovrebbero essere i maghi della comunicazione e del marketing e invece finiscono per essere più repellenti di uno spammer accanito. La loro inesistente chiarezza poi fa a cazzotti con quella ricerca di visibilità che le aziende affidano loro; ma nonostante ciò le stesse aziende continuano a circondarsi e a pagare comunicatori tanto inefficienti quanto autoreferenziali. Chi fa il giornalista sa bene che ogni santo giorno si trova la casella di posta elettronica intasata dai comunicati stampa aziendali. Si tratta per vero di aziende che in realtà parlano molto male al mondo esterno perché confondono il linguaggio della comunicazione aziendale con quello del marketing. O meglio lo confondono con i peggiori stilemi del linguaggio del marketing. Sicché si è arrivati al punto che la comunicazione aziendale spesso è così autocentrica da avere perso per strada il suo obiettivo primario, quello di spiegare in modo semplice e nitido il punto di vista del committente. Non che me ne freghi molto, visto che la mia opinione su quel mondo di plastica è ben nota, ma la cosa è talmente smaccata da risultare il sintomo dell'impazzimento di un certo tipo di mondo.

Cito il primo comunicato che mi passa per le mani. Leggere per credere: «Grandi cambiamenti al vertice di due note aziende nel segmento abbigliamento per la sicurezza sul lavoro. Sergio Reniero, già responsabile della divisione Diadora Utility, entra in Calzaturificio Orion Spa, azienda veneta leader nella produzione di calzature in poliuretano-bicomponente e poliuretano-gomma con iniezione diretta per utilizzo civile e industriale. Artefice del grande successo della Diadora Utility, divisione specializzata in scarpe da lavoro, Sergio Reniero è riuscito a trasformare un articolo tecnico in un accessorio fashion. A suo favore la specializzazione post universitaria in marketing applicato al segmento tessile e le successive esperienze lavorative nell’ambito della moda. Tra queste, quella in GB Pedrini, marchio di abbigliamento casual molto noto negli anni ’80. Reniero porterà ora la sua expertise in Calzaturificio Orion Spa, solida realtà che da 30 anni si distingue per la produzione di calzature d’avanguardia e per l’etica civile e ambientale con cui opera. Da sempre Calzaturificio Orion Spa investe importanti risorse in termini di innovazione tecnologica, confort e design, sforzi che hanno permesso di creare calzature sicure e al contempo pregevoli per comfort, leggerezza, durata, finiture e stile. Produce oggi oltre tre milioni e mezzo di paia di calzature l’anno di tipo casual e antinfortunistico. Al trentennale dell’azienda, la partnership strategica Reniero - Calzaturificio Orion Spa fa crescere grandi aspettative».

Ma avete letto? Cominciamo con gli errori di grammatica o sintassi. Ci sono due pensieri sospesi, un articolo determinativo sbagliato, un soggetto non chiaro, mentre la forma lascia molto a desiderare. Non parliamo poi dei termini inglesi usati alla cazzo, cito Crozza ovviamente. E non parliamo delle espressioni del tipo "entra in Orion"o della chiusa del comunicato, che sembra rubata da un temino delle medie più che essere stata pensata durante un brainstorming di superspecialisti della comunicazione. Dal sapore superbamente fantozziano è poi uno dei passaggi più delicati, quello che dovrebbe connotare le caratteristiche dell'azienda committente: «... entra in Calzaturificio Orion Spa, azienda veneta leader nella produzione di calzature in poliuretano-bicomponente e poliuretano-gomma con iniezione diretta per utilizzo civile e industriale». Provate ad immaginare in una circostanza analoga una frase del genere: "Sergio Marchionne entra in Fiat, leader nazionale del settore automotive a combustione endotermica a prevalente alimentazione fossil based". Insomma la "supercazzola" di Amici Miei gli fa una pippa... Ma la cosa più assurda è che "'sto poro signor Reniero" non si capisce che cacchio di carica assumerà o che mansione avrà in questa benedetta Orion. Amministratore delegato? Direttore di settore o di divisione? Capo dell'ufficio ricerca e sviluppo? Collaudatore di tomaie? Supercalzolaio laterale? Rilevatore di puzza di piedi? Usciere? Mancano proprio i fondamentali del mestiere. Chi come, dove, quando e perché... Se non si risponde a questo la notizia, per quanto inutile, dove minchia è (cito Montalbano)? Tant'è che l'estensore del comunicato, al posto di mettere come dio comanda e come la base del mestiere vuole, uno straccio di dichiarazione del protagonista, magari di pura circostanza, ti scrive che ti può procurare un'intervista.

Così, ammesso e non concesso, ci sia un giornalista che in preda ad un delirio di aliena bontà pensa di scrivere comunque un articolo, anche questa flebile speranza si perde nel vuoto, come il peto di un pulcino nella galassia. Ed ora dato il giusto spazio alla pars destruens si lasci spazio alla pars construens. Vediamo di rimettere insieme i cocci e di scrivere un comunicato che abbia un capo, una coda, un senso e vediamo soprattutto di scriverlo in Italiano. Certe cose siccome non le so me le invento comunque va bene lo stesso.

«Sergio Reniero dopo un passato di primo piano alla Diadora è da stamani il nuovo direttore generale della padovana Orion, leader veneto nel settore delle calzature da lavoro. La notizia è stata diramata ieri dai vertici della stessa Orion sul sito aziendale. Reniero, 63 anni, bassanese, sposato con due figli, è molto noto nel settore poiché proprio alla Diadora, storico calzaturificio sportivo del Trevigiano, aveva consolidato il ramo delle calzature da lavoro permettendo poi al prodotto di uscire dalla nicchia per diventare un accessorio casual a tutti gli effetti. Reniero, che nel suo curriculum vanta un master in marketing applicato al settore tessile, ieri ha avuto un primo rapido incontro con i vertici della spa di Bagnoli di Sopra. «La Orion - spiega il manager bassanese - è una realtà aziendale solida, presente sul mercato in una posizione di rilievo, attenta alle tematiche ambientali e sociali . Tre milioni di paia di scarpe prodotte ogni anno costituiscono per di più una cifra di tutto rispetto. Ci sono quindi tutti i presupposti per far bene e per impegnarsi al meglio».

Ecco un articoletto così una ipotetica testata locale è capace che lo copia lo incolla e lo pubblica, non tanto perché contenga chissà che notizia ma perché la stessa è comoda da pubblicare (non è un gran merito per il cronista, sia chiaro) ben redatta e soprattutto è chiara; e magari interessa pure a un non addetto ai lavori. Magari con un bel titoletto sbarazzino diventa pure simpatica: "Un bassanese nella galassia di Orion". Ma dove stiamo andando? Ecco, le cose che ho scritto in questo post qualcuno sarebbe pure capace di trasformarle in una "sessione intensive scheduling" di "corporate communication". Quel qualcuno sarebbe pure capace di chiedere ai quattro frollocconi di manager che vanno a seguirle cinque, sei, magari sette mila euro. Al che qualcuno mi dirà: ma perché non lo fai? La domanda non è peregrina. Accetto consigli "profit oriented". I contadini un tempo si limitavano ad urlare: "scheeeeeeei". Amen.

Marco Milioni
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mercoledì 27 aprile 2011

Caso Marghera, il Comune sarà parte civile

Il Comune di Vicenza si costituisce parte civile nel processo per l'affaire Marghera. «A chiusura di una lunga e complessa istruttoria iniziata nell'aprile 2007 - si legge nella delibera presentata dall'assessore agli affari legali Massimo Pecori - la procura della Repubblica di Vicenza ha chiesto il rinvio a giudizio di Giuseppe Rossi nella sua veste di ex presidente di Aim Spa e di altre cinque persone coinvolte a vario titolo nella vicenda incentrata principalmente sulla vendita di una piattaforma di trattamento di rifiuti sita a Marghera: i reati per i quali è stato chiesto il rinvio sono truffa aggravata, false comunicazioni sociali e infedeltà patrimoniale. Persone offese da tali reati sono state individuate dalla procura in Aim Spa e nel Comune di Vicenza nella qualità di socio unico dell'azienda».

«A seguito dell'udienza preliminare del 10 febbraio 2011 - prosegue il provvedimento - il giudice delle indagini preliminari ha disposto il rinvio a giudizio di Giuseppe Rossi, Carlo Valle, Gianni Giglioli e Giannina Novello fissando l'udienza dibattimentale per il 20 maggio. Poiché si pone il problema di ottenere il giusto risarcimento dei danni subiti in conseguenza di comportamenti ritenuti illeciti» l'amministrazione Variati ha così scelto di «costituirsi parte civile incaricando l'avvocato Enrico Ambrosetti» ritenendo «doveroso per ottenere il risarcimento di tutti i danni patiti dall'azienda, siano essi patrimoniali che non patrimoniali, quali quelli connessi con la lesione dell'immagine dell'azienda».

Si ricorda anche che «è pendente un giudizio civile di responsabilità attivato da Aim per il risarcimento dei danni nei confronti del vecchio Cda e del collegio sindacale, tra i quali figura il solo Rossi e non gli altri soggetti rinviati a giudizio in sede penale». È noto, peraltro, che nel match della causa civile sono in corso trattative per un accordo.

da Il Giornale di Vicenza del 26 aprile 2011, pagina 17

Marghera, piattaforma in vendita: ora Aim va alla caccia di acquirenti

Aim vende la piattaforma di Marghera di proprietà di Aim Bonifiche Srl, partecipata al 100 per cento della società di San Biagio. Il primo passo è rappresentato dalla pubblicazione dell'invito a manifestare interesse per l'acquisto della società Aim Bonifiche che opera nel settore dei rifiuti industriali e civili pericolosi e non, e che ha in gestione l'area di 21.950 metri quadri in via Righi 10, a Marghera, Venezia.

In vendita sono anche i molti locali di servizio funzionali all'attività, come gli uffici, il laboratorio, i magazzini, le officine, gli impianti di stoccaggio e di trattamento dei rifiuti, l'impianto antincendio. L'area sarà ceduta libera dai rifiuti fin qui stoccati perché in questi anni smaltiti da Aim. La manifestazione di interesse dovrà essere depositata entro le 12 del 31 maggio all'Ufficio protocollo di Aim Spa. Ulteriori informazioni sul sito www.aimvicenza.it, Fornitori/Avvisi di gara. Intorno alla vicenda della piattaforma di Marghera si è avvitata gran parte del dibattito politico, con contorno di cause civili e inchieste giudiziarie.

«Con la cessione di Aim Bonifiche - segnala il presidente Roberto Fazioli - auspico si stemperino polemiche e si superino tensioni che in passato hanno coinvolto la capogruppo a seguito dell'acquisto dell'area di Marghera. Aim ha bisogno di lavorare in un clima sereno, potendo contare sulla leale collaborazione di tutte le componenti civili ed economiche vicentine, per il bene della collettività e dell'azienda stessa».

da Il Giornale di Vicenza del 27 aprile 2011; pagina 18

giovedì 21 aprile 2011

Festa della Liberazione? No, per la Liberazione

A 66 anni dalla fine della guerra, l’Italia è ancora militarmente e politicamente occupata. Tutti i Governi che si sono succeduti, di centro, di destra, di centrodestra e centrosinistra hanno pagato miliardi di lire e poi di euro per sostenere il mantenimento delle basi e dei depositi nucleari americani in Italia e per fare tutte le guerre da loro volute. Tali basi furono inizialmente collocate in Italia, Germania e Giappone perché gli USA ci considerarono nazioni sconfitte e conquistate; poi, con la guerra fredda contro l’Unione Sovietica, il loro numero crebbe sempre di più. Tuttora, nonostante l’attuale crisi stia producendo milioni di disoccupati, sottoccupati e precari; nonostante tutti i servizi sociali, pubblici, a cominciare dalla sanità e dalla scuola, siano lasciati senza mezzi, cresce l’accumulo di nuovi debiti per acquistare sempre nuove armi. Solo per dotare l’Italia dei nuovi caccia bombardieri F35 si stanno spendendo 13 miliardi di euro. Come non bastasse l’Italia ha ceduto di fronte alla richiesta di ampliare le sue servitù militari costruendo una nuova base americana a Vicenza.

Dopo la partecipazione italiana alla guerra contro l’Afghanistan e contro l’Irak, ecco l’ultima imposizione subita dal nostro paese: la partecipazione alla guerra contro la Libia. L’Italia continua ad essere la portaerei americana nel Mediterraneo, punto di partenza e di rifornimento di aerei che vanno a bombardare e punire altri stati in violazione delle leggi internazionali. Siamo ridotti a complici della violenza e della sopraffazione. Noi siamo amici del popolo americano, e di tutti i popoli. Ma non vogliamo essere amici dei banchieri americani e mondiali che cercano di governare il mondo con le armi, le guerre e il terrore.

Noi, come recita la nostra Costituzione, e come era nello spirito di quel lontano 25 Aprile, vogliamo essere un popolo sovrano e indipendente, in pace con il resto del mondo. Per tutta questa serie di motivi, il prossimo 25 aprile, alle ore 14.30, contemporaneamente a Cagliari, Napoli e Vicenza, diverse associazioni culturali e politiche, fra cui Movimento Zero e “Uniti e Diversi”, organizzano la “Festa Per la Liberazione” per ricordare che, il giorno in cui si festeggia la Festa della Liberazione, la liberazione deve ancora arrivare. Intellettuali provenienti da differenti aree politiche e culturali saranno riuniti contemporaneamente in tre città diverse per analizzare e dibattere la questione dell’influenza politica, economica, finanziaria e militare degli Stati Uniti d’America nel nostro Paese, e più in generale nel nostro continente.

www.movimentozero.org
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Unicredit mette otto vicentini in cda territoriale

Ieri a Verona si è riunito il rinnovato Consiglio di territorio Veneto Ovest, l'organo consultivo che ha l'obiettivo di rafforzare ulteriormente il rapporto di Unicredit con la comunità locale. Presidente del Consiglio Veneto Ovest è il veronese Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola.

Il Consiglio è composto da membri individuati tra gli esponenti di spicco della realtà economica e sociale delle province di Vicenza, Verona e Rovigo. I membri del Consiglio Veneto Ovest sono 20, otto dei quali appartengono al mondo economico-imprenditoriale dell'area vicentina. Si tratta di Flavio Albanese, presidente Asa Studio Albanese, Giovanni Bonotto, direttore creativo Bonotto di Molvena, Giuseppe De Paoli, delegato per i rapporti associativi territoriali di Confindustria Vicenza, Diego Meggiolaro, presidente Coldiretti Vicenza, Andrea Rigoni, ad della Rigoni di Asiago, Cristiano Seganfreddo, direttore e ideatore Innovetion Valley e Fuoribiennale Vicenza, Gaetano Stella, presidente Confprofessioni, Guido Xoccato, presidente mandamento di Schio di Confcommercio Vicenza.

Per la Banca ne fa parte inoltre, in qualità di vicepresidente, Claudio Aldo Rigo, responsabile di territorio Nord Est di UniCredit. «La prima riunione del rinnovato consiglio è stata proficua e ricca di contributi - ha spiegato il presidenteBoscaini - siamo impegnati in una lettura attenta delle dinamiche di trasformazione del territorio per individuarne le opportunità di crescita e favorire concretamente l'avvio di iniziative che siano finalizzate al suo ulteriore sviluppo. Il Consiglio di territorio contribuirà a rafforzare il già positivo rapporto di Unicredit con le comunità a Vicenza, Verona e Rovigo. Nella riunione odierna ho proposto di dare continuità ad alcuni progetti avviati dal precedente Comitato in particolare sul versante dell'innovazione, del rapporto tra Università e imprese, nonché del fare rete per aumentare l'attrattività territoriale. Concretamente, dovremo favorire le imprese dei nostri territori nell'agganciare la ripresa internazionale, facendo leva soprattutto sull'export».
«Si è trattato di un incontro volto ad individuare le priorità e a impostare progetti da realizzare già nei prossimi mesi - ha dichiarato Rigo - Questo organismo è un importante tavolo che rende più forte il rapporto con la comunità, porta un contributo al dialogo con i diversi soggetti territoriali e permette un confronto su tematiche di interesse generale cui far convergere interventi d'interesse comune».

da Il Giornale di Vicenza del 15 aprile 2011; pagina 11

sabato 16 aprile 2011

La cementificazione di Laghetto

Quando l’amministrazione Huellweck approvò il cosiddetto PP10 molti esponenti dell’attuale maggioranza, in primis Rolando e Dalla Pozza appoggiati dai comitati cittadini coordinati da Giancarlo Albera, sollevarono un putiferio, giustamente denunciarono il sacco urbanistico della città, volantinarono il quartiere, parteciparono ad assemblee pubbliche, appoggiarono contestazioni in consiglio comunale.

Variati ad inizio mandato annullò il provvedimento. Sostenne che la zona, penalizzata dalla Ederle 2 (500.000 mq di terreno cementificato) e in futuro dalla tangenziale, non poteva sopportare altre colate di cemento. In campagna elettorale disse: «Troppe decisioni sono state prese nell’ombra: decisioni gravi, e a volte gravissime, senza che la città sapesse. E non c’è solo il Dal Molin, a mostrarci cosa succede quando una città viene tenuta all’oscuro, quando le decisioni vengono prese passando sopra la testa dei cittadini» e ancora «basta cemento voglio una città più verde».

Ora scopriamo che il prode Achille, spudoratamente in gran segreto in barba alle promesse elettorali, si appresta a firmare un accordo con i privati per la realizzazione a Laghetto della Green Way, di fatto, in nome pomposo nasconde il vecchio PP10. Chissà se l’amministrazione ha scelto questo nome per dimostrare, come ce ne fosse bisogno, la propria sudditanza verso gli statunitensi?

La nuova lottizzazione, ben 225.000 metri quadri di terreno, prevedrebbe, oltre alla realizzazione di 600 appartamenti, un nuovo centro commerciale in sostituzione del piccolo supermercato esistente della famiglia Cestaro. Che strano... Durante la passata amministrazione il signor Marcello Cestaro patron di Unicomm venne in commissione, insieme ad altri proprietari con il tecnico di parte l’ex assessore Sergio Carta, a sostenere l’approvazione del vecchio piano cosa che poi avvenne. A questo punto molte domande vengono spontanee.

È vero che l’amministrazione Variati ha firmato o sta per firmare accordi con i privati? Se si perché di nascosto senza prima consultare i cittadini che tanto si erano mobilitati in passato e che lo hanno votato vista la promessa di bloccare il PP10? Sta subendo pressioni? O peggio il PP10, come il nuovo stadio con annessa mega lottizzazione, rientra nell’accordo, di cui si vocifera da tempo, per ottenere l’appoggio dell’ala sartoriana del Pdl alle prossime elezioni comunali?

Che fine ha fatto la contrarietà al PP10 di Gianni Rolando Rolando e Toni Dalla Pozza e altri esponenti come loro del PD o del centrosinistra? Si è miseramente annullata con la conquista della tanto agognata sedia? Dove sono finiti i contrari al PP10? Strano che Giancarlo Albéra, a quanto ci risulta politicamente molto vicino a Variati, non abbia ancora indetto un’assemblea pubblica? E Bottene e presidianti del No Dal Molin cioè i centri sociali perché tacciono? Temono di perdere la sede del nuovo Ya Basta all’ex bocciodromo comunale?

Il nostro comitato denunciò, già nel febbraio 2010, che dietro le intenzioni di Variati e soci di non ricostruire la pista aeroportuale del Dal Molin si nascondevano appetiti inconfessabili. In un nostra conferenza stampa dicemmo: «Palazzinari e cittadini, alcuni legati anche al presidio e alla Bottene, chiesero, sfruttando il bando interessi diffusi, la modifica dei vicoli aeroportuali e nuove lottizzazioni. Siamo proprio sicuri che il PP10 sia stato accantonato definitivamente? Il nostro timore è che dietro l’ottenimento della concessione in uso dell’area ad est della base al Comune di Vicenza si nasconda l’ennesi presa in giro, infatti, la proprietà dell’area, a quanto ci risulta, rimarrà statale e quindi lo Stato potrà riappropriarsene in qualsiasi momento magari per ampliare la Ederle 2. Alla fine della corsa possiamo scommettere che, fregandosene anche dei sostenitori del Parco della Pace, tutta l’area nord di Vicenza sarà interamente edificata per la gioia dei poteri forti».

Enrico Huellweck del Pdl fu sopranominato il sindaco muratore per le cementificazione avvenuta durante il suo mandato; a quanto pare, visto l’impegno profuso finora, Variati vuole conquistare quello di grande architetto dell’universo.

Franca Equizi
per il Comitato Salviamo l’Aeroporto
tel.: 338-4644442; e-mail: francaequizi@libero.it

venerdì 8 aprile 2011

Un 25 aprile diverso: sì al parco

«A 66 anni dalla fine della guerra, l’Italia è ancora militarmente e politicamente occupata. Tutti i Governi che si sono succeduti, di centro, di destra, di centrodestra e centrosinistra hanno pagato miliardi di lire e poi di euro per sostenere il mantenimento delle basi e dei depositi nucleari americani in Italia e per fare tutte le guerre da loro volute». Questo l'assunto su cui si fonda la manifestazione nazionale che avrà uno dei suoi luoghi di raduno a Vicenza, indetta dal movimento "Per il Bene Comune" (a cui partecipano, fra gli altri, Alternativa di Giulietto Chiesa e Movimento Zero di Massimo Fini legati nell'associazione Uniti&Diversi), nella giornata simbolica del 25 Aprile.

L'appuntamento è all'Alfa Fiera Hotel (Viale dell'Oreficeria 50) dalle 14.30 in poi. Per i vicentini parlerà Cinzia Bottene, consigliere comunale di Vicenza Libera (ma dopo le 18.30 ci sarà la possibilità per tutti di intervenire). Il titolo è indicativo: non sarà la tradizionale, ormai stantìa Festa "della" Liberazione, ma sarà una Festa "per" la Liberazione. Per la liberazione dal dogma dell'alleanza-sudditanza agli Usa. Pariamo subito la prevedibile accusa di anti-americanismo: nessuno ce l'ha col popolo americano. Personalmente, per fare un esempio trovo che pur nel loro modo tipicamente yankee ("fuori dalla mia proprietà") gli anti-statalisti e isolazionisti della bible belt siano di gran lunga preferibili ai colti e supponenti ultra-democratici, di destra e di sinistra, che sia con Bush che con Obama impongono con la forza il vangelo della democrazia universale al mondo intero. Il punto è infatti che l'egemonia mondiale americana non si accontenta più, secondo l'imperialismo classico, di assoggettare terre per colonizzarne le materie prime e per farne mercati per i propri prodotti, ma pretende di "conquistare le menti e i cuori" dei popoli che ahiloro non si sono ancora convertiti al modello di vita occidentale.

Vicenza, con il raddoppio della base militare statunitense, è uno degli epicentri della strategia di dominio globale di Washington. L'anno scorso polemizzai duramente coi No Dal Molin per l'ingiustificato trionfalismo con cui avevano dipinto e dipingono la promessa del sindaco Variati di fare del lato lasciato libero dagli Americani un "Parco della Pace". Fallito l'obbiettivo della protesta - impedire la costruzione della Ederle 2 - mi pareva indecorosamente consolatorio far passare una sconfitta come una vittoria. Oggi, però, c'è chi vorrebbe stendere un'ennesima colata di cemento su quell'area verde strumentalizzando un evento doloroso come l'alluvione vicentino dell'primo novembre scorso, che renderebbe necessaria una mega-sede di protezione civile proprio lì. Tranne Chiara Garbin che è in buona fede, i promotori sono la solita trasversale banda del mattone che imperversa in città: la leghista Dal Lago, Alifuoco (Pd) e il loro giro (a cui si è accodato anche un Germano Raniero ex Presidio: deve avercela proprio a morte, con i suoi ex-compagni). Ecco, piuttosto che darla vinta alle lobby di cui siamo arcistufi, divento all'istante pro-parco.

Alessio Mannino
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