venerdì 7 giugno 2019

Caso Vallugana-Spv: durante il convegno bacchettate le autorità

(m.m.) Una cinquantina di persone ha preso parte ieri a San Tomio, frazione di Malo nel Vicentino, ad un dibattito pubblico intitolato «Mafie ambiente e grandi opere» organizzato dal Covepa, il coordinamento che da anni si batte contro la realizzazione della Superstrada pedemontana veneta, nota come Spv. Il convegno è arrivato in un momento delicato perché una delle famiglie che nella zona di San Tomio Vallugana protesta contro il cantiere Spv localizzato in località Covolo, sarebbe stata oggetto di alcune intimidazioni peraltro segnalate ai carabinieri. Di più, la zona da diverso tempo è al centro di una querelle ambientale che recentemente è sfociata in alcuni controlli ordinati dalla magistratura di Vicenza. Il tutto mentre sale il lamento dei residenti che non ne possono più del cantiere.

IL J'ACCUSE
«Mi fa specie che i militari di Thiene e di Malo non si siano ancora presi la briga di convocare i coniugi Viero, i coniugi oggetto della intimidazione assieme alla figlia della coppia, per approfondire quanto segnalato nelle denunce già depositate dai due» ha fatto sapere ieri il moderatore dell'incontro ovvero Massimo Follesa, coordinatore del Covepa, una associazione che da anni si batte contro la Spv, associazione che ha organizzato l'incontro di ieri.

PARLA IL CONSULENTE DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA
Più in generale la serata ha visto protagonista il professor Enzo Guidotto, presidente dell'Osservatorio veneto sul fenomeno mafioso. Come relatore Guidotto, anche alla luce della lunga sua esperienza nel campo (anni fa è stato per due volte consulente della commissione parlamentare antimafia, ed è di queste ore la notizia, pochi giorni fa è stato richiamato per la terza volta quale consulente dell'organismo bicamerale) ha parlato a lungo del crimine organizzato. Ha parlato di una «preoccupante porosità del tessuto imprenditoriale veneto a quelle che in modo ambiguo i media definiscono infiltrazioni quando invece si parla di stabili connivenze che abbracciano l'intero mondo dei colletti bianchi, politica inclusa» ha attaccato Guidotto che oltre ad essere uno scrittore è stato per molti anni docente di scuola media superiore e poi preside in diversi istituti veneti.

VENETO, INFRASTRUTTURE ED ECOREATI
Guidotto ha anche fatto una lunga carrellata di imprese del Nordest che in qualche maniera, direttamente o indirettamente, hanno avuto a che fare col business delle ecomafie e delle infrastrutture e al riguardo ha segnalato come «le pubbliche commesse da anni siano un ottimo sistema per le mafie per fare affari e per riciclare danaro sporco frutto di attività illecite». Poco dopo è partita una stoccata: «È grave che in una serata dedicata ad un tema del genere dopo i fatti di cui si è avuto notizia dai media non ci siano i carabinieri del luogo e non ci siano rappresentanti della amministrazione comunale» ha aggiunto Guidotto, che pur risiedendo da cinquant'anni nella Marca, è di origine siciliana. A margine della serata si è aggiunto un altro commento di Follesa che non è andato molto per il sottile: «Il cielo non voglia che ci sia qualcuno nelle istituzioni che miri a isolare i Viero perché l'isolamento è la prima fase di una strategia che le mafie adottano sempre prima di colpire qualcuno».

L'AVVOCATO: «NON FATEVI AZZITTIRE»
In serata ha preso la parola anche Giorgio Destro, il legale patavino che cura gli interessi del comitato dei residenti della zona Vallugana il quale recentemente aveva diffidato la Sis, il concessionario incaricato di realizzare la Spv, dall'esplodere le mine per lo scavo del tunnel in via di scavo proprio a ridosso della località Covolo. «Tutti sanno che la mafia porta avanti i suoi interessi violando sistematicamente la legge. Ma poi è quella che della legge si serve e come per difendersi quando in qualche modo viene presa di mira dalle inchieste, anche quelle giornalistiche». Il riferimento è, anche, alle querele temerarie con cui i criminali non di rado cercano di ammansire i cronisti scomodi. «Ed è per questo motivo - fa sapere Destro - che comitati e cittadini non debbono mai smettere di gridare le loro ragioni e non devono arretrare o farsi azzittire». Ad ogni modo il mio studio legale nelle prossime ore, in relazione alla querelle ambientale che da giorni coinvolge quel cantiere, inoltrerà una nuova segnalazione alle autorità competenti».

SVERSAMENTO ILLECITO? L'OPERAIO IMMORTALATO
A spiegare di che cosa si tratti ci ha pensato, sempre durante il dibattito, la dottoressa Marina Lecis, che da anni collabora con lo studio Destro quale consulente scientifico. «Poche ore fa - ha detto quest'ultima durante il dibattito - abbiamo pizzicato le maestranze, più precisamente un operaio, che sversavano acqua di cantiere, acqua di un colore impossibile, in una roggia. Questa cosa non si può fare. E vorrei capire se lorsignori dispongano di una qualche deroga speciale e se lorsignori abbiano fatto affidamento su una norma del codice dell'ambiente che io non conosco». Poco dopo la fine della serata Lecis ha anche mostrato lo scatto oggetto della sua lamentela.

domenica 26 maggio 2019

Il caso Vallugana-Spv, sui media tiene ancora banco

(m.m.) La vicenda dei disagi legati al cantiere Spv di Malo Vallugana continua a tenere banco sui media. Se ieri se ne era occupato Vicenzatoday.it con un un lungo approfondimento oggi l'argomento è stato toccato, tra gli altri, anche da Il Corriere del Veneto, edizione vicentina, che dedica al caso un servizio in pagina sei con un ampio richiamo in prima pagina. Lo stesso fa Il Giornale di Vicenza con un servizio pubblicato oggi a pagina 33.

sabato 25 maggio 2019

Fiamme al cantiere Spv, parla la Regione Veneto

(m.m.) Oggi pomeriggio Vicenzatoday.it ha pubblicato un servizio relativo ai timori suscitati in uno dei cantieri della costruenda Superstrada pedemontana veneta in zona Vallugana a Malo nel Vicentino. Timori dovuti, tra le altre alle alte fiamme avvistate nella notte dagli stessi residenti. Pochi minuti fa la Regione Veneto ha diramato un dispaccio in cui, tra le altre, rende noto il proprio punto di vista rispetto alla vicenda. Nella nota sostanzialmente si tranquillizzano i residenti spiegando che le alte fiamme sarebbero dovute a «detonazioni controllate al fine di smaltire tale esplosivo divenuto in eccesso».

giovedì 16 maggio 2019

Un dossier esplosivo incendia le elezioni a Cornedo vicentino

«Una mozione delle minoranze che contiene informazioni scottanti sulla condotta amministrativa del Comune di Cornedo Vicentino viene bloccata per oltre un anno senza che venga mai discussa in consiglio. In paese però le carte cominciano a circolare proprio a ridosso delle imminenti elezioni amministrative. In quel dossier finiscono il sindaco Martino Montagna, alcuni privati molto noti e anche un consigliere comunale. Intanto il primo cittadino si difende e parla di accuse non vere». È questo l'incipit di un servizio pubblicato oggi su Vicenzatoday.it che sta mandando in fibrillazione la politica in valle dell'Agno, nell'Ovest vicentino anche in ragione del titolo scelto dalla testata: «Cornedo connection: insabbiato dossier piccante... L’amministrazione del comune della valle dell’Agno blocca per mesi una mozione delle opposizioni zeppa di particolari imbarazzanti. Il caso va in prefettura. Per il sindaco sono calunnie»

Il servizio poi prosegue ed analizza l'affaire Cornedo nel dettaglio. «Per l’ultimo grosso ampliamento al 30 ottobre 2017 - si legge su Vicenzatoday.it che cita atti protocollati in municipio - non era ancora stata presentata dichiarazione Imu e la ditta», uno dei colossi della grande distribuzione del Veneto, «non aveva ancora provveduto al pagamento». Sempre per la stessa vicenda si legge che «quando i provvedimenti che riguardano il Tosano vengono valutati dal consiglio il consigliere Pierluca Battilana non partecipa alla discussione o alla votazione». In questo caso i consiglieri chiedono se esista una qualche forma di incompatibilità o qualche interesse di natura professionale.

Di seguito Vicenzatoday.it parla di una lottizzazione denominata Frigo si parla di uno scambio fondiario (perequazione si dice in gergo) pari a 440mila euro il privato «non ha ancora pagato» il dovuto attaccano i consiglieri i quali denunciano anche un trattamento di favore nella redazione dei criteri di pagamento nonché un ritardo nel pagamento dell’Imu.

Appresso il quotidiano berico parla di un altro progetto. «Nelle sei pagine viene preso di mira un altro intervento edilizio denominato lottizzazione Valle Agno rispetto alla quale viene anche identificata la figura chiave dell’interesse privato». Si tratta secondo Vicenzatoday.it dell'amministratore delegato del gruppo che propone l’intervento ovvero «il geometra Ivan Andrea Storti. Anche in questo caso si parla di debiti Imu «per 95mila euro» non ancora onorati ed oneri di perequazione «non ancora versata al comune onorati per circa 170mila euro». A seguito viene lanciata una vera e propria accusa politica: «Come si comporta la giunta quando tratta coi privati e stabilisce le modalità di accordo essendo l’assessore ai lavori pubblici Francesco Lanaro associato allo studio dell’avvocato Franco Lovato che è socio al 33% della Immobiliare Valle Agno?». Questo almeno è riportato nel servizio.

Il quale poi esamina una vicenda di natura prettamente amministrativa. «I cinque poi attaccano anche sul fronte delle liste contenenti i dati dei soggetti morosi rispetto al pagamento dell’Imu. I consiglieri di minoranza chiedono di sapere se fra questi vi siano: la moglie del sindaco Iva Nicoletti e la di lui cognata Iva Nicoletti; il fratello dell’assessore Francesco Lanaro ovvero Simone Lanaro; la moglie del consigliere Battilana Daniela Nervo e il padre dello stesso consigliere ovvero Franco Battilana». E c'è di più perché anche la condotta del primo cittadino Martino Montagna finisce nella lente d'ingrandimento delle opposizioni secondo quanto riporta la testata vicentina. Le opposizioni, si legge sulle colonne del giornale, parlano anche di un esposto che è stato depositato alla magistratura berica e sul quale sta indagando la Guardia di finanza «per avere arbitrariamente gestito l’elenco dei nominativi - attaccano i cinque - del bando regionale per l’inserimento lavorativo 2014-2015 senza avvisi pubblici o pubblicità. È grave - si legge ancora - che il sindaco abbia selezionato direttamente la cognata Renata Marcante. Ricordiamo che il bando assegnava 32mila euro».

Vicenzatoday poi aggiunge un altro tassello. «In teoria, come prevedono le norme, una mozione del genere sarebbe dovuta sbarcare in consiglio comunale subito dopo, l’assemblea a Cornedo vede come presidente il consigliere Elisa Benetti. Ma che succede a questo punto? La stessa Benetti mette in ghiacciaia la trattazione e d’accordo col sindaco Montagna interpella la prefettura di Vicenza con una lettera che porta la data del 24 luglio 2018». Secondo i due, riporta il quotidiano, la mozione contiene «affermazioni tendenziose» afferenti alla sfera «professionale e personale di chi viene citato» e all’ufficio territoriale del governo chiedono un parare sul dafarsi. Il 20 agosto 2018 palazzo Volpe risponde con una lettera firmata dal viceprefetto Francesca Galla la quale si limita a precisare che «della questione è stato interessato il competente ufficio del Ministero degli interni». Chi scrive ha chiesto lumi al segretario comunale e soprattutto al presidete del consiglio Benetti, ma senza ottenere alcuna risposta.

In realtà il quotidiano vicentino tratteggia anche alcuni aspetti di scenario quando puntualizza un aspetto più generale. «Ora al di là delle critiche espresse dalle minoranze sulle quali si pronunceranno gli organi competenti ove si ravvisassero profili di illiceità e al di là delle critiche politiche che fanno parte della dialettica amministrativa, c’è una questione che rimane sullo sfondo. La mancata trattazione - si legge ancora nell'articolo - in consiglio della delibera costituisce o meno una omissione? E in caso affermativo si tratta di un abuso di potere sanzionabile con una censura o ci sono gli estremi di una condotta penalmente rilevante? Il tema è delicato soprattutto perché dalle indiscrezioni filtrate dalla prefettura il dossier Cornedo sarebbe finito anche alla procura della repubblica di Vicenza per le valutazioni del caso».

Ad ogni modo nel servizio si dà conto di un'altra campana, quella del sindaco Martino Montagna. «E se Benetti non parla è il primo cittadino a prendere posizione» ai microfoni di Vicenzatoday.it. «A parere del presidente Benetti, a parere dell’allora segretario comunale Antonietta Michelini e a parere del sottoscritto quella mozione conteneva affermazioni calunniose non solo nei confronti di alcuni amministratori ma pure nei confronti di privati cittadini per cui tutta la giunta ha deciso di non porla in discussione in consiglio comunale. Per essere certi di questo abbiamo chiesto un parere al prefetto che si è rivolto al Viminale. Al momento attuale non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta. Alle minoranze vorremmo fare presente che la giunta all’unanimità ha di non inserire tale mozione all’ordine del giorno perché i suoi contenuti erano fortemente connotati sia in termini diffamatori che calunniosi».

LEGGI LA MOZIONE DELLE OPPOSIZIONI
LEGGI LA NOTA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
LEGGI LA MISSIVA DELLA PREFETTURA





sabato 11 maggio 2019

Il vicentino Baldan ancora al centro delle cronache giudiziarie

(m.m.) Denis Baldan, manager di Montecchio Maggiore in provincia di Vicenza torna a far parlare di sé in relazione ad una complessa vicenda di ecoreati condotta da tempo dalla magistratura campana. Più segnatamente ne parla oggi il GdV in pagina 36 il quale spiega che allo stesso manager sia contestata l'associazione a delinquere di stampo mafioso. Sempre sul quotidiano di via Fermi però il legale di Baldan, ovvero l'avvocato Marco Dal Ben respinge le accuse al mittente.

martedì 7 maggio 2019

Sopralluogo a Trissino

(m.m.) Dopo la deflagrazione del cosiddetto caso dei big bag bianchi presenti su un cantiere della Spv a Trissino oggi a mezzodì alcuni esponenti di spicco della amministrazione regionale saranno in loco per incontrare la popolazione. Non è ancora dato sapere se sarà presente anche qualche componente dell'amministrazione comunale...

martedì 16 aprile 2019

Il legale e il bottale


(m.m.) Apprendo che il Rino Mastrotto group si sarebbe lamentato del contenuto di un mio servizio pubblicato su Vicenzatoday.it il 10 aprile. La lamentela, giunta per bocca dell'avvocato dell'azienda, tale Enrico De Negri, bolla per destituite di fondamento le indiscrezioni raccolte dal sottoscritto rispetto agli scenari futuri che si stagliano all'orizzonte del gruppo conciario trissinese. Le indiscrezioni riguardavano il ventilato cambio di proprietà e le possibili ripercussioni sul piano occupazionale. Quante volte infatti quando arrivano gli stranieri in Italia dopo poco o dopo tanto, soprattutto quando cambia la proprietà, ci sono ripercussioni sul fronte occupazionale?

La proprietà smentisce che abbia intenzione di ridimensionare il personale. Ma ben si guarda dal garantire che eventuali cambi degli assetti azionari garantiranno sempiternamente i livelli occupazionali: semplicemente perché non può farlo. E tra l'altro le indiscrezioni che parlano di un possibile cambio della guardia in seno alla proprietà sono giunte anche dai media specializzati. Che dice il signor De Negri di quanto riportato dal portale de Il Sole 24 ore? E che cosa ne dice il signor De Negri della bibbia dei sovranisti italiani (scenarieconomici.it) che in un articolo dello scorso anno firmato dall'analista indipendente Fabio Lugano, uno dei principali consulenti della associazione degli azionisti azzerati Noi che credevamo nella BpVi e in Veneto banca, proprio a proposito del futuro di Rino Mastrotto group scrive: «Ora probabilmente un private equity straniero prederà il controllo della Rino Mastrotto, con il rischio che se va bene il tutto venga razionalizzato con Pasubio, se va male venga invece delocalizzato altrove».

Ma la cosa più demenziale in questa vicenda che Rino Mastrotto group per bocca del suo legale abbia accusato il sottoscritto di non avere interpellato l'azienda. Ora facendo uso di un antiquato fax (ieri il portale del gruppo trissinese manco funzionava, chissà i clienti in giro per il mondo che cosa penseranno) il "poro can" che vi scrive aveva chiesto il punto di vista dei vertici aziendali in modo che anche a questi ultimi fosse dato lo spazio dovuto per una informazione corretta e attenta alle opinioni di tutti. Bene, la richiesta di intervista è stata indirizzata alla Rino Mastrotto group sapete quando? Il 22 marzo 2019. Possibile che in quasi venti giorni nessuno si sia preso la briga di contattarmi? Magari dicendo: "caro Marco sei fuori strada...". Oppure "no comment". Oppure "porco zio no sta' a rompare i cojoni: semo drio laorare zio can che el sole magna le ore".

Sarebbe stato più decente. E invece no. Si è preferito il ridicolo così ridicolo da divenire grottesco. E poi in una ditta che ha un presidente (Rino Mastrotto), quattro amministratori delegati (non è uno scherzo sono quattro e si chiamano Maria Grazia Castagna, Bruno Angelo Bisazza, Matteo Mastrotto, Barbara Mastrotto) e un consigliere ovvero Luciano Colombini, possibile che nessuno abbia trovato il tempo di leggere (e di capire) un fax di sette righe? Con quale esponente del top management l'avvocato De Negri si è confrontato? Chissà, magari il fax ce lo aveva il patriarca Rino in persona e magari se l'è dimenticato al bar da Ioppo a Trissino dove di tanto in tanto va a leggere un quotidiano di Confindustria del quale è socio... Chi lo saprà mai.

E magari se l'avvocato dovesse beccare Rino da Ioppo, o in qualche altro bar di Trissino potrebbe ricordare en passant al visir del bottale da Nogarole che tra le altre riveste anche il ruolo di presidente della sezione concia di Assindustria Vicenza. E proprio in ragione della sua veste sarebbe decente che il presidentissimo dicesse qualcosa dopo le rivelazioni terribili sull'Oasi di Casale a Vicenza, visto che lì per anni «l’industria conciaria si servì della camorra per sversare i suoi veleni» come racconta Vicenzatoday.it dell'11 aprile. Ad ogni modo le lamentele dell'avvocato De Negri ha indirizzato al sottoscritto nella forma di una lettera infelice, sono state immediatamente segnalate all'ordine dei giornalisti e a quello degli avvocati: al primo perché venga tutelata la professionalità di chi scrive. Al secondo perché possa conoscere la condotta di un suo iscritto. Sappiamo bene che l'ordine degli avvocati non prenderà alcun provvedimento: ma intanto gli atti rimangono alla storia e qualificheranno il legale non tanto sul piano professionale, quanto sul piano umano. Il che è molto peggio.

E visto che siamo in tema di concia (perché quando uno mette il sedere sulle pedate alla fine le pedate arrivano) sarebbe bene parlare dell'altro ramo della nobil casata Mastrotto. Quello dei Santo e dei Bruno. Orbene. Alcuni giorni fa con grandi squilli di tromba un quotidiano locale che per ragioni di orario non citerò (tra poco scatta la fascia protetta) annuncia urbi et orbi che al teatro Olimpico avrà luogo la presentazione del libro «Dalla pelle al cuore - Storie di vita e d'impresa del Gruppo Mastrotto» con la partecipazione dei fondatori dell'Azienda, dell'autore Alessandro Zaltron e l'intervento dell'astronauta Umberto Guidoni (probabilmente la stazione spaziale sarà presto foderata in cuoio della Valchiampo, avrà i cerchi in lega di Altissimo da 333 pollici, il navigatore che parla il dialetto di Durlo,  l'iPad con dentro Jacopo Bulgarini D'Elci che recensisce tutta la serie del Trono di spade, l'assetto ribassato col QI degli abitanti di Montebello e il seggiolino eiettabile che quando eietta precocemente bestemmia).

Sfiga vuole che l'evento si sia tenuto il giorno 12 aprile, proprio il giorno dopo rispetto alle rivelazioni del buon Romio in tema di sversamenti che a Casale sarebbero avvenuti col braccio della mafia campana ma con la mente della concia. Chissà se dal palco qualcuno avrà commentato per smentire, per respingere al mittente le accuse. Chissà se qualcuno dal palco (o da dentro il libro, non sappiamo se foderato in pelle umana, quindi non arzignanese) si sia ricordato delle vicende giudiziarie dei Mastrotto Santo e Bruno all'epoca della epopea di Dirty dancing leather e delle scorribande rese celebri da Domenico Iannacone su presa diretta.

Tuttavia la cosa più balzana e barzotta è un'altra ancora. Ma l'amministrazione comunale di Vicenza (e non poteva mancare pure la provincia visto che ormai il presidente e sindaco sono uno e bino) era proprio obbligata a concedere il patrocinio? Ora è vero che nel gruppo Mastrotto c'è uno che si chiama Santo... ma sarà davvero uno stinco di sé stesso viste le traversie giudiziarie che il gruppo arzignanese, che è diverso da quello trissinese, affrontò dopo il 2010? Chissà se durante il pre-show all'Olimpico, si sarà parlato delle res gestae degli amici per la pelle.