martedì 3 luglio 2018

L'alleanza di governo tra Lega e Cinque Stelle in Veneto diventa un duello: e il Pd chiede più chiarezza

La Pedemontana, opera da 2,25 miliardi di euro, sta diventando sempre più oggetto di contesa tra due forze politiche, la Lega e il Movimento Cinque Stelle, che mentre a Roma firmano il contratto di governo, a Venezia incrociano le armi della polemica. Nel frattempo il Pd chiede chiarezza: «Non si prendano in giro i veneti», è l'ammonimento del capogruppo del Pd in consiglio regionale, Stefano Fracasso.Il duello Lega-Cinque Stelle si è rinfocolato nei giorni scorsi quando il governatore Luca Zaia, dopo l'incontro con il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli, aveva espresso una sostanziale tranquillità sul futuro della Pedemontana. «Non è proprio così - ha replicato Jacopo Berti, capogruppo dei Cinque Stelle in consiglio regionale - Mi risulta che il ministro Toninelli sia molto perplesso perché sul suo tavolo ci sono i nostri dossier, con una fotografia assai diversa della realtà rispetto a quella di Zaia». Il M5S ha annunciato l'elaborazione di un piano B, cioè una consistente variazione del progetto per «ridurre l'impatto ambientale», e una revisione «del piano finanziario con Sis per evitare che il Veneto in 39 anni versi 12 miliardi ai privati».

Da Pontida, l'altro giorno, Zaia ha ribadito la posizione: «Voglio capire chi avrebbe il coraggio di fare una firma su un decreto pensato per rimacinare il cantiere e ricoprirlo con l'erba». «Sulla Pedemontana - ha aggiunto il governatore del Veneto - vedo difficile ipotizzare cambiamenti. Se qualcuno dice basta, deve rendersi conto che il danno ambientale è pauroso».

A sostegno della Pedemontana si esprime Antonio De Poli, senatore Udc: «Il centrodestra non può fare sconti al ministro. La Pedemontana è fondamentale per lo sviluppo economico e produttivo del territorio. Non si può pensare di fermarla. L'analisi costi-benefici di cui parla il ministro non può diventare una scusa per ridiscutere tutto», conclude De Poli il quale, peraltro, nei giorni scorsi, ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministro Toninelli chiedendo di valutare la possibilità di revocare la concessione in atto e «di prendere in considerazione il progetto preliminare di Veneto Strade».

«Non si prendano in giro i veneti - interviene Fracasso - per riprogettare l'opera bisognerebbe modificare il contratto attuale con il concessionario Sis. Prima di parlare di revisione del progetto si dica chiaramente se il ministro Toninelli intende chiedere al presidente della Regione la risoluzione del contratto, e Zaia dica chiaramente se in questo caso lo farebbe. Il tutto mettendo nero su bianco tempi, costi, risparmi e penali. Se invece è solo fuffa, e io penso che sia così, ci sia risparmiato questo gioco delle parti».

da Il Giornale di Vicenza del 3 luglio 2018; pagina 10

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